Tariffe forensi D.M. 55/2014 aggiornate · tassi legali dal 1942Aggiornato 2026

Calcolo compenso avvocato 2026 – parametri D.M. 55/2014

Calcola il compenso forense per Tribunale, Giudice di Pace, lavoro, appello, Cassazione, decreto ingiuntivo e attività stragiudiziale. Tabelle aggiornate al D.M. 147/2022, valori minimi, medi e massimi.

7scaglioni di valore
4fasi del giudizio
±50%aumento o riduzione giudiziale
D.M. 147/2022tabelle in vigore dal 23.10.2022
Se indeterminabile: di regola scaglione 26.000–52.000 € (art. 5 c. 6)
Compenso (parametri D.M. 55/2014)
Nota: il risultato è un calcolo orientativo basato sui parametri normativi ufficiali. L’importo effettivo può variare secondo il caso concreto, gli accordi tra le parti e la valutazione del giudice. Questo strumento non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un altro professionista abilitato.

Come si calcola il compenso di un avvocato

Il compenso forense è regolato dai parametri ministeriali del D.M. 55/2014, aggiornati da ultimo con il D.M. 147/2022. Il calcolo segue tre passaggi.

  1. Individua lo scaglione di valore. Le tabelle prevedono sette scaglioni: fino a 1.100 €, fino a 5.200 €, fino a 26.000 €, fino a 52.000 €, fino a 260.000 €, fino a 520.000 € e oltre. Il valore della causa si determina secondo il codice di procedura civile (somma domandata, valore del bene, ecc.).
  2. Somma i valori delle fasi effettivamente svolte. Studio, introduttiva, istruttoria/trattazione e decisionale. Ogni tabella (Tribunale, Giudice di Pace, lavoro, appello, Cassazione) ha valori propri; il decreto ingiuntivo e l’attività stragiudiziale hanno una riga unica.
  3. Applica aumenti o riduzioni. I valori tabellari sono medi: il giudice può aumentarli di regola fino al 50% o ridurli fino al 50% (fase istruttoria: fino a +100% e −70%). Ulteriori aumenti: +30% per ogni cliente oltre il primo (fino a 10), +25% sulla fase decisionale in caso di conciliazione, +30% per ogni raddoppio di valore oltre 520.000 €.

Tabella compensi Tribunale (valori medi)

Valori medi di liquidazione per la cognizione ordinaria davanti al Tribunale (Tabella 2 allegata al D.M. 55/2014 come sostituita dal D.M. 147/2022):

Scaglione di valoreStudioIntroduttivaIstruttoriaDecisionaleTotale medio
fino a 1.100 €131 €131 €200 €200 €662 €
da 1.100,01 a 5.200 €425 €425 €851 €851 €2.552 €
da 5.200,01 a 26.000 €919 €777 €1.680 €1.701 €5.077 €
da 26.000,01 a 52.000 €1.701 €1.204 €1.806 €2.905 €7.616 €
da 52.000,01 a 260.000 €2.552 €1.628 €5.670 €4.253 €14.103 €
da 260.000,01 a 520.000 €3.544 €2.338 €10.411 €6.164 €22.457 €

Per cause oltre 520.000 € l’art. 6 consente un aumento fino al 30% per ogni raddoppio del valore rispetto allo scaglione precedente.

Dal compenso alla fattura

Il compenso liquidato non è la cifra finale: in fattura si aggiungono spese forfettarie 15%, CPA 4% e IVA 22%. Un compenso di 5.000 € diventa così 7.295,60 € di totale fattura. Usa il calcolatore della fattura avvocato per il dettaglio completo, oppure lo scorporo per risalire dal totale al compenso.

+15%spese forfettarie (art. 2 c. 2)
+4%CPA – Cassa Forense
+22%IVA su imponibile + CPA
−20%ritenuta d’acconto (se dovuta)

Compenso a tempo e accordi con il cliente

Il D.M. 147/2022 ha introdotto l’art. 22-bis: quando il compenso è pattuito a tempo, il valore di riferimento è tra 200 e 500 € per ora. Resta ferma la libertà di accordo scritto tra avvocato e cliente: preventivo obbligatorio, possibilità di compenso fisso, a percentuale sul valore (nei limiti del divieto di patto quota lite) o a tariffa oraria. I parametri restano il criterio per la liquidazione giudiziale e per il gratuito patrocinio (ridotti della metà per i praticanti abilitati).

Esempi per valore di causa

Compenso medio, fattura e contributo unificato già calcolati per i valori più comuni:

Domande frequenti

Quanto costa un avvocato per una causa civile?

Dipende dal valore della controversia e dalle fasi svolte. Per una causa in Tribunale da 26.000 a 52.000 € i parametri medi del D.M. 55/2014 indicano circa 7.616 € di compenso complessivo per le quattro fasi, a cui si aggiungono spese forfettarie del 15%, CPA 4% e IVA 22%. Il giudice può aumentare i valori medi fino al 50% o ridurli fino al 50% (istruttoria: fino a +100% / −70%).

I parametri forensi sono obbligatori?

No. Avvocato e cliente possono pattuire liberamente il compenso per iscritto (art. 13 L. 247/2012). I parametri del D.M. 55/2014 si applicano quando manca un accordo, in sede di liquidazione giudiziale e nel patrocinio a spese dello Stato. Sono però il riferimento più usato anche nei preventivi.

Che cosa sono le quattro fasi del giudizio?

Il D.M. 55/2014 divide il compenso in fase di studio (esame della pratica), fase introduttiva (atti che aprono il giudizio), fase istruttoria o di trattazione (prove, memorie, udienze) e fase decisionale (precisazione delle conclusioni, comparse, discussione). Ogni fase ha un valore proprio per scaglione: se una fase non viene svolta, non si conteggia.

Come si calcola il compenso se il valore della causa è indeterminabile?

L’art. 5 c. 6 del D.M. 55/2014 rinvia di regola allo scaglione da 26.000 a 260.000 € (ordinariamente 26.000–52.000 €, fino a 260.000 € per cause di particolare complessità). Nel calcolatore basta inserire un valore dentro lo scaglione, ad esempio 30.000 €.

Il D.M. 55/2014 è ancora in vigore nel 2026?

Sì. L’ultimo aggiornamento delle tabelle è il D.M. 147/2022, in vigore dal 23 ottobre 2022. Un nuovo adeguamento è stato annunciato ma al momento non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale: questo calcolatore usa i valori vigenti e sarà aggiornato alla pubblicazione del nuovo decreto.

Oltre al compenso, che cosa finisce in fattura?

Spese forfettarie del 15% sul compenso, contributo Cassa Forense (CPA) del 4%, IVA al 22% e, se il cliente è un sostituto d’imposta, ritenuta d’acconto del 20%. Le spese vive documentate (contributo unificato, marche, notifiche) si aggiungono fuori campo IVA ex art. 15 D.P.R. 633/72. Vedi il calcolatore della fattura avvocato.